Viaggio in Germania - La storia della Germania
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Ludwig II - re di Baviera

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Ritratti di Ludwig a 20 anniRitratti di Ludwig a 40 anni
Due ritratti di Ludwig:
A sinistra aveva 20 anni, era alto 1,93 m, e fu ritenuto uno degli uomini più belli della Baviera. A destra aveva 40 anni, era ingrassato (pesava 110 chili) e imbruttito dall'abuso di alcool, cibi e farmaci.
ritratti di: Ferdinand von Piloty / Gabriel Schachinger
Due ritratti di Ludwig:
In alto aveva 20 anni, era alto 1,93 m, e fu ritenuto uno degli uomini più belli della Baviera. In basso aveva 40 anni, era ingrassato (pesava 110 chili) e imbruttito dall'abuso di alcool, cibi e farmaci.
ritratti di: Ferdinand von Piloty / Gabriel Schachinger
Il seguente articolo è il testo integrale di una conferenza.
Relatore:
Wolfgang Pruscha

Ludwig in breve:

I famosi tre castelli:

Sicuramente molti, sentendo il nome di Ludwig II, re della Baviera, pensano subito ai famosi tre castelli nel sud della Baviera che Ludwig fece costruire durante il suo regno. Probabilmente molti avranno anche visitato quello più famoso, il castello di Neuschwanstein che è diventato quasi un'icona della Baviera.

Ma oltre a Neuschwanstein, il più fiabesco di questi tre castelli c'è anche la grandiosità imperiale del castello di Herrenchiemsee, che sembra proprio una copia del castello di Versailles in Francia.

Infine c'è il più piccolo dei tre, il gioiello rococò di Linderhof con il suo splendido parco dove spicca la cosiddetta Grotta di Venere che ha all'interno un laghetto artificiale.

Questi tre castelli sono stati ideati, sia nell'aspetto esterno che negli interni da Ludwig, anche nei minimi dettagli, e da lì nasce anche il soprannome "re delle favole".
Il castello Neuschwanstein
Il castello Neuschwanstein
foto: Ximonic

Il castello Herrenchiemsee
Il castello Herrenchiemsee
foto: Bbb

Il castello Linderhof
Il castello Linderhof
foto: Wolfgang Pruscha

Ma qualcosa stona...

Ma in questi tre castelli ci sono due cose strane: la prima è il periodo in cui sono stati costruiti, cioè negli ultimi decenni dell'800, tra il 1869 e il 1886. In quel periodo nessuno costruiva più castelli, nella seconda metà dell'ottocento siamo nel pieno della rivoluzione industriale. Si costruivano delle fabbriche sempre più grandi con dei camini sempre più alti. Si costruivano le ferrovie, le prime automobili. Ma l'epoca dei castelli era tramontata da almeno 100 anni.

La maggior parte delle monarchie in Europa erano ormai monarchie costituzionali. Rispetto all'epoca dell'assolutismo i poteri dei re erano fortemente ridimensionati dalle costituzioni dei loro paesi e dai parlamenti. I membri di questi parlamenti non erano certo eletti con un suffragio universale, ma solo da un numero piuttosto ristretto di persone in base al loro reddito e al loro stato sociale. Ma i tempi erano comunque cambiati molto.

La seconda cosa strana in questi castelli è di un'altra natura: di solito, nel 600 e 700 i castelli si costruivano per ospitare la corte del re, per organizzare balli e grandi eventi festivi, per rappresentare la grandezza e l'importanza del regnante. I tre castelli di Ludwig erano invece stati costruiti per una persona sola, cioè per Ludwig. Nessun ospite di stato entrò mai nelle loro stanze, nessuna festa fu mai organizzata negli ambienti di questi castelli. Ludwig voleva godersi i suoi castelli in beata solitudine. Per lui i castelli erano degli immensi giocattoli da guardare e da ammirare.

L'infanzia di Ludwig:

Conoscere l'infanzia e l'adolescenza di Ludwig non serve solo per avere un quadro biografico completo del futuro re della Baviera. Capire come cresceva Ludwig fa comprendere quasi tutti i suoi tratti caratteriali da adulto. Tutti i problemi personali, tutti i tormenti anche gravissimi di cui soffriva, trovano la loro origine nelle condizioni di vita dei primi 18 anni di Ludwig.

Come primogenito di Massimiliano II della Baviera e della principessa Maria Federica della Prussia, Ludwig era, nella linea dinastica, l'erede al trono della Baviera. Nel settecento e nell'ottocento gli eredi al trono, in tutte le dinastie importanti, venivano cresciuti lontano dai genitori, affidati a bambinaie, governanti insegnanti privati e i maschi erano seguiti anche da precettori militari. E non bisogna credere che il lusso in cui senz'altro vivevano rendesse la loro infanzia facile, anzi. Di solito i maschi erano allevati per “fortificare il carattere" e per evitare che crescessero viziati. Soprattutto per gli eredi al trono significava che erano privati di molte comodità di cui altri figli dell'aristocrazia potevano invece godere.

Dopo i primi anni Ludwig passò dalla culla direttamente ad un letto da campo con coperte di lana ruvida. Un programma di studio molto impegnativo limitò il suo tempo libero al minimo. I genitori, nei suoi confronti, erano freddi e distaccati. Ludwig li vedeva raramente, per lo più durante le cene. Ma queste cene non rappresentavano dei momenti di intimità familiare, erano piuttosto delle cerimonie semi-ufficiali dove erano presenti anche altri appartenenti alla corte e i bambini dovevano star seduti appartati e zitti.

Appena Ludwig imparò a leggere divenne un divoratore di libri, soprattutto di libri storici che raccontavano i miti e le leggende germaniche. La madre, confrontata con questa passione del figlio disse: "Non so che piacere c'è nel leggere un libro, io non ne ho mai letto uno". Il padre incitava più di una volta gli insegnanti del figlio ad essere più severo con lui e di non permettere che esso si rifugiasse in un mondo di fantasia. L'unica persona che dava a Ludwig il calore di cui lui aveva bisogno fu la governante, la signorina Sibylle von Meilhaus. Era l'unica persona con cui Ludwig si apriva e si confidava. Era lei che gli procurava i libri che parlavano dei Nibelunghi, di Sigfrido, di Lohengrin e di Barbarossa, libri che raccontavano la vita di Luigi XIV, il re sole della Francia che divenne poi un modello per Ludwig.

Ma a parte gli indubbi meriti che la signorina von Meilhaus poteva vantare per quanto riguarda l'educazione di Ludwig, ebbe anche delle influenze su Ludwig che si dovevano rivelare molto negative. Gli ripeteva continuamente, forse per aumentare la considerazione di se stesso, che lui da futuro re della Baviera, aveva un incarico voluto da Dio e che già da piccolo, era più importante di tutte le altre persone intorno a lui.

Un giorno la signorina von Meilhaus andò a fare delle compere e portò il piccolo Ludwig con sé. Uscendo da un negozio notò che Ludwig aveva rubato un borsellino. La governante lo invitò a riportarlo nel negozio e di scusarsi, ma Ludwig si arrabbiò dicendo: "Cosa ho fatto di male? Perché non posso prendere quello che mi piace, una volta sarò il re e tutto questo sarà mio".

Quando i genitori cominciarono a preoccuparsi del suo comportamento, cercarono di fargli conoscere altri bambini coetanei dell'aristocrazia bavarese per farli giocare insieme, ma Ludwig si rifiutò, perché giocando si sarebbe messo al loro stesso livello e lui si sentiva superiore.

Ma anche nei confronti degli adulti Ludwig si comportò delle volte in maniera altezzosa. Una volta, quando aveva circa 12 anni, passò le vacanze estive nel castello di Hohenschwangau e giocava da solo, saltellando sulle mura esterne del castello. Un visitatore del castello lo vide e capì subito che questo gioco poteva essere molto pericoloso. Lo afferrò per il braccio e lo tirò giù dal muro. Il piccolo Ludwig lo respinse con forza e con rabbia e senza dire una parola corse via. Molti anni più tardi, quando Ludwig era ormai il re della Baviera, durante un ricevimento della corte incontrò di nuovo quella persona, che forse gli aveva anche salvato la vita, lo riconobbe subito, rifiutò il suo saluto e gli disse in modo gelido e sprezzante: "Era lei che quella volta mi ha toccato il braccio senza il mio permesso."
La familia di Ludwig
Una foto della famiglia di Ludwig
a sinistra: Ludwig (a 15 anni), al centro: la madre e il padre, a destra: il fratello Otto (a 12 anni)
foto: Autore sconosciuto

Ludwig a scuola:

Gli insegnanti di Ludwig non dovevano solo insegnargli la matematica, le lingue, la storia e le altre materie scolastiche, erano anche incaricati a formare il suo carattere. Dovevano scrivere regolarmente dei rapporti al re o alla regina. Dovevano dare dei consigli al ragazzo che riguardavano non solo lo studio, ma anche la sua vita privata. In questo contesto vorrei citare una lettera a scopo educativo che uno degli insegnanti scrisse a Ludwig: "Cercate senza posa di formare la mente e il corpo. Se le inclinazioni malvagie si ripresentano sopprimetele; con una forte volontà si può fare qualsiasi cosa. La debolezza non è nobile in un uomo." L'autore di questa lettera non spiega a cosa si riferisce con l'espressione "inclinazioni malvagie" ma conoscendo la vita di Ludwig da adulto, che era perennemente tormentato dai sensi di colpa per la sua omosessualità, possiamo benissimo immaginare che questo insegnante ne aveva percepito i primi segnali.

Nello studio Ludwig si limitava a fare il minimo necessario, l'unica materia che gli interessava veramente era la storia. Inoltre sviluppò una grande passione per il nuoto e per l'equitazione. Non aveva invece ricevuto nessuna preparazione specifica per il suo futuro ruolo da re, non sapeva nulla di come funzionava l'apparato statale, non conosceva i problemi che il governo della Baviera doveva affrontare ogni giorno. Le sue idee del ruolo di un re erano per lo più legate ai suoi grandi idoli, Carlo Magno, Barbarossa e soprattutto Luigi XIV di Francia, la cui concezione di governo si sintetizzava nella celebre frase: "Lo stato sono io".

Ludwig a 18 anni:

Quando Ludwig compì 18 anni, nel 25 agosto del 1863, suo padre, il re Massimiliano II, aveva solo 52 anni e pensava che ci fosse ancora del tempo per preparare Ludwig adeguatamente al suo futuro ruolo. Ma sebbene fosse di salute abbastanza buona, neanche un anno più tardi morì per una improvvisa grave malattia. Essendo diventato così inaspettatamente il nuovo re, Ludwig rimase stordito. All'improvviso si trovava al centro dell'attenzione di tutti e non sapeva come comportarsi.

Era un ragazzo molto bello, alto un metro e novanta, e molti lo ritenevano, "il più bel re che la Baviera abbia mai avuto". La sua personalità, per molti, era invece un mistero. Trattava la maggior parte della gente intorno a lui con un freddo distacco, probabilmente per coprire la sua insicurezza, mentre con i pochi che entravano nella sua intimità poteva essere invece quasi soffocante nelle dimostrazioni di affetto e ossessivo nel bisogno di sentirsi accettato.
Focus Storia

Le illusioni del nuovo re:

Una volta superata la crisi creata dalla morte prematura di suo padre Ludwig partecipava alle riunioni del governo con grande interesse, voleva capire come poteva far valere le sue idee. I membri del governo vedevano nell'inesperienza di Ludwig un fattore positivo, perché credevano che così non avesse creato delle difficoltà per loro. Si sbagliavano di grosso. Dopo due mesi dalla sua incoronazione sorprese i membri del governo con la frase: "Intendo mettere un freno al parlamentarismo mantenendo l'equilibrio politico nelle mani del sovrano". Era chiaro, voleva veramente tornare ai tempi di Luigi XIV.

Ma queste intenzioni, nella seconda metà dell'800, erano delle illusioni, impossibili da realizzare. La costituzione della Baviera riservava al re una funzione soprattutto simbolica, rappresentava le tradizioni, la storia della Baviera, la posizione importante della Baviera tra le altre nazioni dell'Europa. Doveva firmare i trattati internazionali e poteva proporre delle persone per coprire i ruoli all'interno del governo. Ma alla fine erano altri a fare il lavoro quotidiano. Con le sue idee anacronistiche su come doveva funzionare lo stato Ludwig urtò ripetutamente contro il muro della realtà costituzionale. E così, si creò un'avversione crescente di Ludwig verso le istituzioni statali.

Ludwig e Wagner:

Un personaggio che ebbe un ruolo fondamentale nella vita di Ludwig fu il compositore Richard Wagner. Ne aveva sentito parlare per la prima volta da adolescente dalla sua ormai ex-governante, la signorina von Meilhaus. Lei conosceva bene la passione del giovane per i miti germanici ed era sicura che le opere di Wagner gli sarebbero piaciute. Ludwig si procurò tutti i libretti delle opere liriche di Wagner e scoprì che queste opere evocavano proprio il mondo delle sue fantasie. Capì che la sintesi tra musica, scenografia, evocazione storica, poesie e religione che Wagner cercò di realizzare nelle sue opere sarebbe diventato il modello di arte che lui, una volta diventato re, doveva portare nei teatri della Baviera.

Quando aveva 17 anni assistette a una rappresentazione del "Tannhäuser" di Wagner. Il segretario di corte che lo dovette accompagnare scrisse di lui: "La musica aveva su Ludwig un effetto impressionante. A volte, durante lo spettacolo, le sue reazioni erano quasi patologiche. Quando l'opera giunse al punto culminante, Ludwig era in un tale stato di agitazione che sembrava vicino a un attacco epilettico." Per tutta la vita Ludwig avrebbe percepito la musica di Wagner come una specie di droga.
Wagner (al pianoforte) e Ludwig
Wagner (al pianoforte) e Ludwig
Quadro di Kurt von Rozynski

Wagner e i soldi:

Wagner aveva un grosso problema: i soldi. Amava il lusso e visse sempre molto al di sopra delle sue possibilità. Inoltre, la messa in scena delle sue opere costava moltissimo: Wagner pretendeva orchestre e cori con un numero di musicisti e cantanti molto superiore del solito. Così si trovò presto inondato dai debiti. Si lamentava spesso che la Germania non apprezzasse in modo sufficiente la sua musica, e che lui non aveva mai i mezzi sufficienti per vivere come riteneva adeguato e per rappresentare le sue opere come voleva lui. Nella prefazione di un libretto del "Anello del Nibelungo" scrisse che forse solo un principe tedesco avrebbe potuto dargli l’appoggio di cui aveva bisogno, assicurando così la sopravvivenza della sua arte. Concluse con la domanda: "Si troverà questo principe"? Leggendo queste parole Ludwig fu sopraffatto dall'emozione: Aveva trovato il suo destino, doveva essere lui questo principe che avrebbe salvato Wagner.

Infatti, una delle prime cose che Ludwig fece, quando era sul trono della Baviera fu incaricare il suo segretario di gabinetto di portare Wagner a Monaco. Non fu così facile, Wagner era introvabile, cioè di nuovo in fuga dai creditori. Infine, dopo una lunga ricerca, l'emissario di Ludwig lo trovò a Stoccarda e visto che portava come regalo di benvenuto niente meno di un anello con un grosso rubino fu facile convincere Wagner che quasi non credeva alla sua fortuna. Mandò subito un breve messaggio a Ludwig in cui scrisse:

Diletto grazioso Sovrano,
Vi mando queste lacrime di celeste commozione per dirVi che la mia vita, la sua più alta poesia e la sua musica più pura d’ora in poi appartengono a Voi, mio grazioso giovane Sovrano, disponetene come di cosa Vostra. In sommo rapimento, fedele e sincero
il Vostro suddito
Richard Wagner


Oltre al suo bagaglio portò a Monaco una montagna di debiti, ma Ludwig gli garantì subito uno stipendio fisso che era quasi il doppio di quello che guadagnava un funzionario del governo. In più gli mise a disposizione una splendida villa sul lago di Starnberg, vicino al castello di Berg dove Ludwig si fermò spesso.

Wagner e Cosima:

Nella sua incondizionata ammirazione per Wagner, Ludwig accettò tutte le richieste del compositore che non erano certo modeste. Per esempio, nel corso di una stagione teatrale dovevano essere esibite a Monaco esclusivamente le sue opere, "per non disturbare l'atmosfera poetica". Adesso Ludwig e Wagner si incontravano quasi ogni giorno, nella villa sul lago di Starnberg dove Wagner, un giorno, invitò anche un vecchio amico, il direttore d'orchestra prussiano Hans von Bülow e sua moglie Cosima. Sebbene Cosima avesse 24 anni meno di Wagner si sentì subito attratta da lui. Quando il marito di Cosima si dovette assentare dalla villa di Wagner per una settimana Wagner e Cosima divennero amanti.

Il fatto che Cosima passasse più tempo con Wagner che con suo marito non passava certo inosservato e le voci su questa storia si diffusero molto rapidamente. Il marito, che sicuramente si era accorto di tutto, fece finta di niente, nella sua posizione di direttore d'orchestra dipendeva da Wagner. Ludwig invece non prese neanche in considerazione ciò che si raccontava in giro, la sua dedizione totale all'arte e alla persona del compositore escluse categoricamente qualsiasi ombra sulla vita privata dell'amico.

Ma un po' alla volta Wagner si sentì quasi onnipotente nel suo ruolo da favorito del re. Oltre a chiedere, e ottenere, sempre più soldi cominciò a pubblicare degli scritti in cui criticava la politica del governo bavarese, senza consultarsi prima con Ludwig, suscitando prontamente dei contro-attacchi sui giornali che, senza essere espliciti, criticavano anche il re per il suo silenzio in questa faccenda. Ludwig non sopportava che a causa di Wagner la sua vita privata fosse finita nelle prime pagine dei giornali. Per non ferire troppo il suo amico lo invitò ad essere più prudente nelle sue esternazioni, ma Wagner era testardo. Scrisse una lettera a Ludwig minacciando di lasciare la Baviera se non poteva più esprimersi liberamente. Quando ricevette questa lettera Ludwig fu colto dal panico e rispose: "Caro amico, restate, oh restate. Tutto sarà meraviglioso come prima. Sono vostro fino alla morte." Wagner rispose: "Ricomincio a vivere".

Nei mesi successivi le richieste di soldi da parte di Wagner divennero sempre più esorbitanti, pretese continui aumenti del suo stipendio e arrivò addirittura a chiedere, per la rappresentazione di nuove opere e per il progetto di un nuovo teatro d'opera, la somma enorme di 200.000 gulden che Ludwig, con tutta la buona volontà fece fatica ad accettare, in fondo si trattava di soldi pubblici. L'opinione pubblica divenne sempre più ostile nei confronti di Wagner, i commenti dei giornali sulla sua storia con Cosima e sulla sua avidità di soldi divennero sempre più acidi e spesso anche il sovrano fu trascinato nella disputa. A questo punto i membri della famiglia di Ludwig, i ministri del governo e persino le gerarchie ecclesiastiche fecero pressione su Ludwig affinché allontanasse Wagner dalla Baviera. E Ludwig, con grande dolore, dovette cedere. Wagner andò in esilio in Svizzera.

Ma il peggio doveva ancora arrivare. Anche con Wagner in esilio Ludwig continuò a sostenerlo economicamente. Gli pagò l'affitto di 5.000 gulden all'anno per una sontuosa villa sul lago di Lucerna, dove Wagner stava con Cosima, suo marito invece lavorava a Monaco e venne a trovarli solo per poche settimane all'anno. Quando Ludwig andò di segreto in Svizzera per trovare Wagner, la notizia inevitabilmente trapelò e suscitò grande scalpore sui giornali. Gli articoli presero di mira soprattutto la coppia Cosima-Wagner ma contenevano anche accenni molto sarcastici sul marito di Cosima. Adesso il marito di Cosima e Wagner chiesero a Ludwig di scrivere una lettera ai giornali per negare categoricamente qualsiasi storia amorosa tra Wagner e Cosima. Anche se Ludwig conosceva la verità il suo amore verso il compositore gli fece inghiottire l'amaro boccone e firmò la lettera di cui Wagner aveva già preparato il testo.
Cosima e Richard Wagner, dopo il loro matrimonio
Cosima e Richard Wagner, dopo il loro matrimonio
foto:
Fritz Luckhardt
In quegli anni Wagner era già un compositore famoso e molto stimato in tutta l'Europa, e molte delle sue opere avevano riscontrato un notevole successo. La faccenda di questa lettera mostrava invece il suo lato peggiore in quanto con deliberate menzogne si servì della riputazione del re per negare qualcosa che era ormai a conoscenza di tutti. Ma questa lettera rivelava anche la crescente irresponsabilità di Ludwig e il suo disprezzo per l'opinione pubblica, tratti del carattere che negli anni a venire dovevano peggiorare ulteriormente.

Nei prossimi due anni Cosima ebbe due figli e la paternità di Wagner era chiara a tutti. A questo punto il marito Hans von Bülow chiese il divorzio e poco dopo Cosima e Wagner si sposarono. Ludwig, l'autore della famosa lettera, fece una figura non proprio felice.

Negli anni successivi i rapporti tra Ludwig e Wagner furono sempre più segnati da tensioni, anche alimentati da frequenti disaccordi su come mettere in scena le nuove opere di Wagner. Ludwig conservò per tutta la vita un amore quasi mistico per la musica di Wagner, a livello personale si sentì invece sempre più deluso dal suo amico.

La questione del matrimonio:

Uno dei compiti del re era sposarsi ed avere dei figli, possibilmente figli maschi che potevano garantire la continuità della monarchia. I matrimoni erano di solito delle unioni combinate, servivano a creare nuove alleanze tra le monarchie dell'Europa o a rafforzarle. Se c'era simpatia o addirittura amore tra i due che si dovevano sposare era una cosa di secondaria importanza. Appena Ludwig era sul trono della Baviera la sua famiglia e gli altri membri della corte cominciarono a sondare le possibilità che ci potevano essere per lui tra le altre monarchie dell'Europa. La prima scelta fu la figlia dello zar Alessandro II della Russia, ma Ludwig si dimostrò completamente disinteressato alla questione matrimonio. Anche i tentativi di proporre a Ludwig la figlia della regina Vittoria del Regno Unito incontrarono un cortese ma fermo rifiuto. L'ambasciatore austriaco che doveva fare da intermediario riferì alla corte di Londra: "Sembra che Sua Maestà non trovi alcun piacere nella compagnia dell'altro sesso." Aveva ragione.

Le amicizie di Ludwig:

Infatti, fino a questo momento, la relazione più intima di Ludwig era stata quella con il suo aiutante di campo, il Principe Paul von Thurn und Taxis. Ludwig era incantato dalla bellezza del suo aiutante e Paul dal fascino misterioso di Ludwig. All'inizio i due giovani erano stati rapiti da un impeto di entusiasmo romantico. Passavano tutto il tempo possibile da soli in campagna, cavalcando attraverso le foreste alpine fermandosi poi in uno dei padiglioni di caccia del re davanti al fuoco di un camino a recitarsi poesie a vicenda. Quando erano lontani si scrivevano ogni giorno lunghe lettere traboccanti di sentimenti e di promesse di eterna fedeltà.
Paul von Thurn und Taxis
Paul von Thurn und Taxis
foto: Autore sconosciuto
In questo rapporto Ludwig si rendeva per la prima volta perfettamente conto che il suo orientamento sessuale riguardava esclusivamente gli uomini. E questa consapevolezza lo turbò molto. Come sovrano cattolico aveva giurato di sostenere i principi morali della chiesa e l'impossibilità di sfuggire ai suoi impulsi creò dei laceranti sensi di colpa, per tutta la sua vita.

Quando Ludwig si innamorò, e per tutta la sua vita si innamorò solo di giovani maschi, il suo amore divenne subito ossessivo e si aspettava dall'oggetto del suo amore la stessa assoluta dedizione di anima e corpo. Paul ammirò Ludwig, ma non era certamente innamorato. Un giorno, Ludwig venne a sapere che Paul, in occasione di una festa di ballo a Monaco, si era divertito, anche se in modo del tutto innocente, con altre donne. Questa notizia sconvolse il suo fragile equilibrio emotivo. Si sentiva tradito e ruppe immediatamente la loro amicizia. Ma la mancanza dell'amato gli provocò delle grandi sofferenze. Seguirono lunghe lettere di scuse e di giuramenti di eterna fedeltà da parte di entrambi, ma per Ludwig qualcosa si era rotto, "l'eterno amore" un po' alla volta si raffreddò e dopo un po' la stessa passione amorosa si ripeté tale quale con la prossima vittima maschile delle ossessioni amorose di Ludwig.

Ludwig e Elisabetta:

Elisabetta, imperatrice dell'Austria
Elisabetta, imperatrice dell'Austria (foto del 1865)
foto: Oskar Kramer
LL'unica amicizia femminile importante di Ludwig era con la cugina Elisabetta, l'imperatrice dell'Austria, che proveniva da una famiglia aristocratica bavarese. Ludwig adorava Elisabetta, amava la sua raffinatezza e sensibilità, il suo amore per la poesia e per la natura. E c'era un'altra cosa importante: Elisabetta che aveva otto anni più di lui, era già sposata, quindi non rappresentava alcun pericolo per la sua fragile identità sessuale. L'imperatrice, sicuramente più matura di suo cugino, condivideva con lui la repulsione per la vita di corte. Elisabetta si rendeva perfettamente conto di tutte le stranezze del comportamento di Ludwig e anche della sua omosessualità, ma le tollerava. Nonostante tutto si sentiva simile a lui, erano due personaggi anticonformiste, quasi complici, e Elisabetta gli dimostrava quella comprensione che altri gli negavano. C'era però una fondamentale differenza tra i due: Nella sua fantasia Ludwig visse nei secoli passati, nella Germania medievale o nella Francia di Luigi XIV. Elisabetta invece, in molti tratti del suo carattere, era una donna moderna, il suo ambiente naturale sarebbe stato piuttosto il secolo successivo, magari come poetessa della borghesia liberale.

Un fidanzamento disastroso:

Elisabetta, che aveva sposato l'imperatore dell'Austria, aveva quattro sorelle e fu Sofia, la più giovane che venne proposta come l'ennesima futura moglie per Ludwig. Ludwig, sempre più disorientato e scosso dai sensi di colpa per la sua omosessualità e sempre sotto pressione per i continui inviti a sposarsi, a un certo punto cominciò a vedere in un matrimonio una possibile cura per i suoi problemi personali. Sofia era una bella ragazza e anche lei amava Wagner. Fu proprio questa comune ammirazione per il compositore che rese Sofia interessante per Ludwig. Una volta presa la sofferta decisione di fidanzarsi con Sofia, fu preso da un'eccitazione quasi infantile, adesso tutto doveva andare velocemente, per non pensarci troppo. La data del matrimonio fu fissata per il 25 agosto del 1867.
La contessa Sofia, la fidanzata di Ludwig
La contessa Sofia, la fidanzata di Ludwig, qui rappresentata come se fosse già la Regina della Baviera
Litografia: Autore sconosciuto
Fu un fidanzamento disastroso. Più si avvicinava la data del matrimonio, più Ludwig diventava nervoso. Si rendeva conto che Sofia era molto innamorata, ma non aveva alcuna idea di come trattarla. Durante i loro incontri Sofia di solito suonava il pianoforte e cantava qualche pezzo di Wagner, poi Ludwig si dilungava in tono entusiasta sul suo amico compositore, e niente di più. Anche se le lettere di Ludwig iniziavano e si concludevano con parole affettuose, Sofia non sentì mai il calore e l'entusiasmo con cui Ludwig parlava di Wagner. E Ludwig fece anche delle gaffe incredibili: una volta, incontrando Sofia insieme a sua sorella Elisabetta, Ludwig disse ad Elisabetta - di fronte alla sua fidanzata - che ciò che trovava più attraente in Sofia era la sua somiglianza con la sorella maggiore. Un’altra volta, alla fine di un incontro con Ludwig, Sofia, per pura disperazione e per provocare una qualche reazione baciò Ludwig sulla bocca. Ludwig rimase terrorizzato. Quando si era ripreso decise di rimandare il matrimonio, prima dal 25 agosto al 12 ottobre, poi ancora una seconda volta al 28 novembre.

In realtà aveva già deciso di rompere il fidanzamento, ma aveva paura, non sapeva come farlo. A un certo punto, il padre di Sofia scrisse una lettera a Ludwig chiedendogli in modo anche po’ impaziente una data definitiva per le nozze, altrimenti, Ludwig, per essere coerente, doveva rompere il fidanzamento. Ludwig reagì furioso a questa lettera, un re, come disse spesso, non può accettare un “voi dovete fare”. In realtà questa lettera fornì a Ludwig il pretesto che stava cercando. Comunicò a Sofia: "I tuoi genitori desiderano che venga rotto il nostro fidanzamento. Accolgo la loro richiesta" Dopo aver scritto questa lettera Ludwig si sentì subito sollevato e confidò al suo diario: "Eliminata Sofia. La cupa immagine si dissolve. Avevo bisogno di svegliarmi da questo terribile incubo."

La Germania a metà dell'800:

I primi sette anni della reggenza di Ludwig, dal 1864 al 1871, furono un periodo di grandi sconvolgimenti per la Germania. A metà dell'ottocento la Germania era ancora divisa in 35 stati autonomi, tra cui tre grandi, l'Austria, la Prussia e la Baviera e altri 32 piccoli e piccolissimi stati. Nel 1848 la Germania e l’Austria furono scosse da moti rivoluzionari, le richieste erano sempre: unità della Germania, libertà di stampa e parlamenti eletti con suffragio universale. Nessuno dei reggenti voleva accettare riforme democratiche, ma il problema dell'unità della Germania divenne sempre più urgente, anche per liberare lo sviluppo economico, ostacolato da troppi confini e dogane interne e troppe leggi e sistemi monetari diversi. Il problema più importante da affrontare in questo contesto era l'Austria: includerla in uno stato unitario tedesco o no? La Prussia, sotto la guida del cancelliere Bismarck, un uomo politico molto abile, ma senza troppi scrupoli, voleva essere lo stato predominante in Germania e per questo fece di tutto per limitare l'influenza dell'Austria.

In seguito a una contesa tra Austria e Prussia in una questione territoriale nel nord della Germania al confine con la Danimarca, nel 1866 Bismarck provocò una guerra con l'Austria che vide la Baviera intrappolata tra le due potenze, con Ludwig incapace di decidere cosa fare. La guerra moderna, con i suoi cannoni e fucili contrastava totalmente con la sua visione romantica di eroici cavalieri medievali. Le simpatie di Ludwig erano naturalmente per l'Austria, le due monarchie erano legate da molti unioni matrimoniali e anche dalla comune fede cattolica. Nonostante Ludwig volesse tenere la Baviera neutrale, alla fine decise di malavoglia e dopo giorni di tortuosa incertezza, di allearsi con l'Austria. Dopo questa decisione si rifugiò nel suo castello di Berg, dove non voleva più essere disturbato.

Ma Ludwig doveva ancora firmare la dichiarazione ufficiale di guerra e così una delegazione del governo andò a trovarlo nel suo rifugio per ottenere quella firma. Ecco quello che successe quando i membri della delegazione arrivarono a Berg: trovarono l’ingresso sbarrato da due sentinelle che avevano ricevuto ordine preciso da Ludwig di non far entrare alcun rappresentante del governo. Telegrafarono al Primo Ministro che si mise subito in viaggio per affrontare personalmente il sovrano. Al suo arrivo costrinse le guardie con la forza a lasciarlo entrare, ma dentro non trovava nessun domestico che voleva dirgli dove si trovasse il re. Cominciò a cercarlo stanza per stanza. Finalmente, facendo irruzione in una sala semibuia vi scoprì Ludwig ed il principe Paul von Thurn und Taxis, travestiti in ricchi costumi da Barbarossa e Lohengrin che recitavano poesie d’amore, illuminati dai raggi di una luna artificiale.

L'ambasciatore austriaco scrisse a proposito: "Si comincia a pensare che il sovrano sia impazzito". Ludwig aveva deciso che questa guerra avrebbe avuto luogo senza di lui. La popolazione non prese affatto bene questo comportamento del re, che doveva essere il comandante in capo, vicino al suo esercito, vincente o perdente. Sembrava invece che volesse abbandonare il suo paese in un momento di grave crisi. E quando Ludwig si fece vedere a Monaco ebbe una amara sorpresa: per la prima volta non fu accolto solo con applausi, ma anche con fischi.

La guerra durò sette settimane e finì con la totale disfatta dell'esercito austro-bavarese: i soldati dell'esercito della Prussia erano di gran lunga inferiori di numero, ma erano molto meglio preparati e addestrati e disponevano di armi più moderne ed efficaci. Per l'Austria significò la definitiva esclusione dal processo di unificazione della Germania. Ludwig, obbligato ad inchinarsi ad una Prussia trionfante scrisse a Wagner: "Ormai sono ridotto a un re ombra senza alcun reale potere."

La guerra franco-prussiana del 1870:

Dopo questa guerra la Prussia era diventata il potere predominante in Germania, ma l'unità era ancora lontana. Per arrivarci ci voleva un'altra guerra, una contro un nemico esterno che avrebbe unito tutti gli stati intorno alla Prussia. Nel 1870 si offrì quell'occasione che Bismarck aspettava: il trono della Spagna era vacante e gli spagnoli volevano un'esponente della casa reale degli Hohenzollern, quella della Prussia, come nuovo regnante. La Francia si oppose con forza al candidato tedesco sul trono spagnolo, temeva un accerchiamento dei territori francesi. Scoppiò una grave crisi diplomatica. Per trovare una soluzione della questione spagnola, possibilmente senza guerra, Guglielmo I, re della Prussia, incontrò il ministro degli esteri della Francia. Alla fine di quell'incontro Guglielmo I mandò un dispaccio a Bismarck informandolo del fallimento della trattativa. A questo punto Bismarck si inventò una trappola per il re della Francia Napoleone III. Prima di dare il testo del dispaccio alla stampa lo manipolò in alcuni punti per far sembrare la posizione di Guglielmo I scortese e irriguardosa nei confronti dell'interlocutore francese. Letto il testo, Napoleone III si sentì offeso e umiliato e di conseguenza dichiarò guerra alla Prussia. Esattamente quello che voleva Bismarck.

Questa volta Ludwig firmò subito la partecipazione alla guerra contro la Francia, alla quale parteciparono praticamente tutti gli altri stati della Germania. E a tutti era chiaro che, se la guerra fosse vinta, ci sarebbe stata la unificazione della Germania. Nella sua ingenuità Ludwig sognò addirittura di poter essere lui alla fine l'imperatore della Germania. La guerra durò poco più di un mese e finì con una disfatta della Francia. Subito dopo iniziarono le trattative per l’unificazione della Germania. Bismarck voleva che fosse proprio Ludwig, come rappresentante dello stato più grande dopo la Prussia, a scrivere una lettera al re della Prussia per offrirgli la corona da imperatore del nuovo impero tedesco, un'idea che Ludwig inizialmente rigettò con forza. Quello che convinse Ludwig alla fine a firmare fu la ingenua convinzione che offrire il titolo al re della Prussia era sì una dolorosa perdita di sovranità, ma rappresentava comunque la sua missione divina. Doveva per forza inventarsi un ruolo decisivo per una cosa che sarebbe avvenuta anche senza di lui. Il 18 gennaio 1871, Gugliemo I fu proclamato imperatore della Germania nella Galleria degli Specchi a Versailles. Ludwig si rifiutò di partecipare alla fastosa cerimonia, vedere la Baviera inglobata in un impero sotto la guida della Prussia gli faceva sempre più male.
La proclamazione del Reich della Germania, nel 1871
La proclamazione del Reich della Germania, nel 1871, nella Sala degli Specchi del castello di Versailles. Quadro di Anton von Werner
Nel 1874, quando Ludwig aveva passato dieci anni sul trono della Baviera, aveva solo 29 anni, ma sembrava molto più vecchio. Il bel giovane era diventato un uomo grasso e gonfiato che pesava più di 110 chili. Il conte Maximilian von Holnstein scrisse: "Prima di ogni udienza e cerimonia di corte beve grandi quantità di vino molto forti e poi dice le cose più stravaganti". E il principe ereditario Federico della Prussia disse di Ludwig, quando lo aveva incontrato di nuovo dopo molti anni: "Lo trovo terribilmente cambiato, ha perso i denti anteriori, è pallido e ha qualcosa di nervoso ed agitato nel modo di esprimersi." Il suo disinteresse per i suoi compiti e doveri da re era diventato pressoché totale.

Dopo il fallimento del fidanzamento con Sofia Ludwig si fece vedere sempre meno a Monaco. Si ritirò in uno ristretto circolo di uomini fidati con i quali condivideva anche delle notti piene di alcool e di sesso. Ormai anche nelle birrerie di Monaco si parlava non solo del dissesto delle finanze del re, ma anche della sua vita privata sempre più sregolata. L'unica cosa che lo appassionava ancora, oltre alla musica di Wagner, era la costruzione di castelli.

Gravi problemi finanziari:

Il re della Baviera aveva uno stipendio annuale di due milioni di gulden. Ma con questi due milioni Ludwig doveva pagare la pensione del nonno e tutte le altre spese della corte, compresa la manutenzione delle residenze reali. Alla fine gli rimanevano all'anno circa 300.000 gulden. Per avere un'idea cosa significava questa somma: la capo-cuoca in un monastero bavarese guadagnava all'anno circa 60 gulden.

I soldi per Wagner che lavorava per i teatri della Baviera erano soldi dello stato. I suoi castelli Ludwig li doveva pagare invece con i soldi suoi. Oltre al suo stipendio aveva naturalmente anche la possibilità di farsi prestare dei soldi dalle banche che, almeno all'inizio, erano ben felici di farlo perché pensavano che un re dovesse essere un debitore affidabile. Ma Ludwig era convinto che gli altri dovevano dargli dei soldi quanto e quando lui lo voleva, pensava solo a come spenderli e il suo fabbisogno di soldi cresceva sempre di più, soprattutto da quando cominciò a costruire i suoi castelli. Erano comunque sempre soldi privati - e debiti privati - in cui lo stato non era coinvolto direttamente. Ma le cose stavano per cambiare. Visto come Ludwig spendeva i soldi, i creditori erano disposti a concedergli dei prestiti solo se Ludwig avrebbe ridotto drasticamente i suoi programmi faraonici per sempre nuovi castelli e avrebbe dovuto usare una parte consistente del prestito per saldare almeno gli interessi dei vecchi debiti - ma Ludwig non voleva accettare  nessuna condizione.

Visto che le banche bavaresi avevano chiuso i loro portafogli Ludwig incaricava dei funzionari della corte e del governo per andare in giro per l'Europa per chiedere dei prestiti. Furono contattati il re della Prussia e della Svezia, il sultano della Turchia e persino lo scià della Persia, si bussò alle porte delle banche di Londra, Francoforte e Parigi.

La disponibilità c'era dappertutto, ma sempre legata alle stesse condizioni. Quando i funzionari della corte tornarono da Ludwig senza un soldo in mano Ludwig divenne furioso e li licenziò di tronco. Quando tentò di licenziare anche un funzionario del governo, tutto il governo bavarese si ribellò e minacciò di dimettersi in blocco cosa che avrebbe creato una crisi costituzionale senza precedenti. Ludwig stava trasformando i suoi gravi problemi finanziari privati in una crisi politica dello stato. Secondo la legge bavarese, il sovrano poteva essere pubblicamente perseguito dai suoi creditori e questa eventualità divenne un pericolo sempre più concreto.

Le cose cominciarono a precipitare quando, nell'aprile del 1886, al re venne formalmente fatta pervenire un'ingiunzione legale da parte della società che forniva acqua e gas ai suoi castelli. Ludwig doveva pagare circa 100.000 marchi, soldi che non aveva. Nella sua disperazione Ludwig chiese al parlamento bavarese di inserire questi soldi nel bilancio dello stato, ma il governo rispose con un secco no, la costituzione prevedeva che la cassa dello stato e quella del monarca dovevano rimanere separate. Ma si temeva anche che un sì avrebbe creato un precedente al quale sarebbero seguite sempre nuove richieste di soldi. Ludwig, furibondo per questo rifiuto, voleva licenziare tutto il governo bavarese e sostituirlo con un altro e incaricò un suo funzionario di trovare il modo per farlo. Sarebbe stato una specie di colpo di stato dall'alto.

La perizia psicologica:

Di fronte a questa situazione drammatica il governo e i membri della casa reale si misero insieme per discutere seriamente su come si poteva detronizzare Ludwig. La costituzione della Baviera prevedeva questa procedura, nel caso in cui il monarca per un periodo prolungato non era più in grado di compiere il suo dovere costituzionale. Così fu incaricato lo psicologo Van Gudden, per redigere una perizia che doveva contenere la descrizione delle sue precarie condizioni mentali, i motivi della sua incapacità di esercitare il suo mandato e infine il verdetto che la malattia di Ludwig era incurabile, rendendo necessaria, in ottemperanza con la costituzione bavarese, la sua detronizzazione.

A questo punto bisogna parlare della cosiddetta "malattia dei Wittelsbach" - la casa reale della Baviera - che era la stessa malattia che colpì anche gli Asburgo e molte altre monachie d'Europa. Visto che la scelta dei partner per i matrimoni nelle case reali d'Europa, molti di loro imparentate, era limitata, le unioni tra partner consanguinei erano piuttosto frequenti. Questi matrimoni, soprattutto celebrati con frequenza, sul lungo andare danneggiano seriamente il patrimonio genetico. Portano a malattie mentali e difetti di carattere, e aumentano la probabilità di malattie di ogni genere. Sintomi che apparivano con frequenza crescente in tutti i rami di queste due famiglie. Ludwig aveva anche un fratello di nome Otto, di due anni più giovane di lui, che già da piccolo mostrò evidenti sintomi di squilibri mentali, più tardi venne ricoverato nel castello di Fürstenried, sotto supervisione medica, fino alla sua morte. Ludwig lo visitava spesso, ma ogni volta rimaneva scioccato dal rapido progredire della follia di suo fratello ed era terrorizzato dall'idea che anche lui potesse cadere vittima della stessa malattia.

Ludwig soffrì anche di sifilide, i sintomi che Ludwig stesso descrive nel suo diario sono più che evidenti.  Aveva preso questa malattia dopo il fallito fidanzamento con Sofia, quando i suoi contatti omosessuali aumentarono notevolmente, e sicuramente questa malattia contribuì al suo precario stato psichico.

La perizia psicologica su Ludwig è senz'altro criticabile da vari punti di vista, non era certo "oggettiva" e equilibrata, era il risultato di una estrema fretta. Si doveva, a tutti i costi, evitare che Ludwig trascinasse la monarchia e il governo bavarese in una gravissima crisi che avrebbe ridicolizzato la Baviera nei confronti delle altre nazioni dell'Europa.

Il primo punto che spesso viene criticato è che la commissione di medici che collaborò a questa perizia non ha mai visitato Ludwig di persona. È vero, ma bisogna anche considerare che Ludwig avrebbe immediatamente cacciato via qualsiasi medico di cui sospettava di essere uno psicologo incaricato di esaminare il suo stato d'animo. Molti domestici dei castelli di Ludwig che raccontavano delle stranezze del suo comportamento furono accusati di essere stati pagati per testimoniare in questa maniera, altre testimonianze che insistevano invece sulla assoluta normalità di Ludwig sono state lasciate fuori dalla perizia. Ma per quanto riguarda le testimonianze pagate non esistono prove certe, e le persone che parlavano a favore di Ludwig furono sospettate di essere tra i compagni di Ludwig nelle ammucchiate notturne a base di alcool e sesso - anche qui però senza prove sicure. Comunque sia, non c'era né il tempo né la voglia di fare una perizia oggettiva, il documento doveva servire a uno scopo preciso e questo scopo fu raggiunto.

L'11 giugno del 1886 Ludwig fu arrestato nel castello di Neuschwanstein e subito portato nel piccolo castello di Berg sul lago di Starnberg che era stato trasformato, in fretta e furia, in una prigione.
Il castello di Berg, nel 1886
Il castello di Berg, nel 1886
foto: Joseph Albert

La morte nel lago:

Intorno alla morte di Ludwig avvenuta appena un giorno dopo la sua cattura a Neuschwanstein sono nate numerose teorie che si possono riassumere in tre gruppi: l'assassinio di Ludwig, un incidente durante una fuga di Ludwig andata male e il suicidio. Che cos'era successo?

Nel piccolo castello di Berg, destinato ad essere la prigione di Ludwig, c'erano i domestici fidati di Ludwig, alcuni rappresentanti del governo bavarese e naturalmente le persone di sorveglianza. All'inizio Ludwig appariva calmo, forse anche un po' troppo, e accettava, senza protestare, tutte le regole che avrebbe dovuto rispettare nei giorni successivi.

Verso sera del primo giorno Ludwig espresse il desiderio di fare una passeggiata lungo il lago e sebbene piovesse abbastanza forte, fu accontentato, naturalmente accompagnato dallo psicologo Von Gudden che doveva sorvegliarlo. Ma quando, anche dopo parecchio tempo, non erano ancora tornati si cominciò a cercarli. Dopo un po' i due furono trovati nel lago, entrambi morti. Il corpo di Von Gudden mostrava delle ferite anche gravi mentre quello di Ludwig era quasi illeso.
La proclamazione del Reich della Germania, nel 1871
a sinistra il medico von Gudden, a destra Ludwig.
Entrambe le foto sono del 1886, l'anno della loro morte nel lago di Starnberg. Von Gudden aveva 64 anni, Ludwig 40.
foto: Autore sconosciuto /
Joseph Albert
Le più fantasiose teorie sulle sua morte sono quelle che presumono l'assassinio di Ludwig. Ma assassinato di chi, chi erano i mandanti? Qualcuno pensava al governo bavarese, altri a Bismarck e persino a frange estremiste del clero cattolico che consideravano la vita sregolata di Ludwig insopportabile per la dignità della cattolicissima Baviera. E non potevano certo mancare le congiure degli ebrei e della massoneria. Tutte libere invenzioni senza un briciolo di prove.

Da prendere più sul serio è invece la teoria del tentativo di fuga di Ludwig. Secondo questa teoria il medico Von Gudden che accompagnava Ludwig avrebbe cercato di impedire la fuga, e in una colluttazione sulla riva del lago sarebbero morti entrambi. Se la fuga fosse invece riuscita Ludwig avrebbe attraversato il lago nuotando e dall'altra parte del lago avrebbe aspettato la sua amica Elisabetta con una carrozza per portarlo in Austria o in Svizzera.

In teoria sarebbe stato possibile, Ludwig era un ottimo nuotatore e attraversare il lago non sarebbe stato tanto difficile per lui. Ma anche questa teoria non sta in piedi. Se era un ottimo nuotatore, perché annegò in un punto, dove il lago era profondo poco più di un metro? La colluttazione con von Gudden non poteva essere stata fatale per Ludwig, visto che il suo corpo riportava solo poche ferite leggere. Inoltre, una fuga in Austria, un paese amico della Baviera, era impensabile. In Svizzera avrebbe invece potuto ricongiungersi con Wagner. Ma l'argomento più convincente contro la teoria della fuga, lo fornisce proprio Elisabetta. Elisabetta scrisse delle poesie, non erano destinate per il pubblico, ma sono importanti perché contengono anche delle riflessioni sulle persone intorno a lei e sull'aristocrazia. Alcune di queste poesie riguardano anche la morte di Ludwig e in queste poesie scrisse esplicitamente che il governo bavarese aveva spinto Ludwig a suicidarsi, mentre lei poteva solo assistere passivamente, impotente e colma di dolore.

Quindi il suicidio, anche in mancanza di prove certe, è l'ipotesi più probabile. Lo scenario doveva essere più o meno questo: Già quando aveva iniziato la passeggiata con Von Gudden Ludwig aveva preso la decisione di suicidarsi. Arrivati sulla riva del lago il psicologo si accorse delle intenzioni di Ludwig e cercò di impedirglielo. Nella colluttazione Ludwig lo colpì così forte che Van Gudden morì. Poi Ludwig sì suicidò.

Un altro argomento che rende probabile il suicidio è: che senso avrebbe avuto la vita per Ludwig se doveva ubbidire, da prigioniero, agli ordini di altri, lui, che era sempre convinto di essere incaricato da Dio a regnare il suo paese?

Ancora oggi medici e psicologi non sono d'accordo
sulla vera natura dello stato psichico di Ludwig. È comunque fuori dubbio che negli ultimi anni Ludwig mostrò forti sintomi di comportamenti squilibrati e che era assolutamente incapace di esercitare il suo mandato. I suoi disturbi erano molto probabilmente dovuti all'eredità dei numerosi matrimoni incestuosi del passato, alla sua disastrosa educazione da bambino e da adolescente, al crescente isolamento in cui si trovava in età adulta, ai suoi continui sensi di colpa per la sua omosessualità e anche alla sifilide.

Visto che la malattia mentale di suo fratello Otto, che avrebbe dovuto essere il suo successore, era gravissima, egli non poteva essere il nuovo re. Così lo zio di Ludwig, Luitpoldo, divenne il Principe Reggente di Baviera.
La croce che segna il punto nel lago di Starnberg dove sono stati trovati i cadaveri di Ludwig e van Gudden
Una croce segna il punto nel lago di Starnberg (vicino alla località Berg) dove sono stati trovati i cadaveri di Ludwig e di van Gudden.
foto:
Wolfgang Pruscha

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