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"Italia e Germania" di Friedrich Overbeck

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Friedrich Overbeck: Germania und Italia
"Italia e Germania" di Friedrich Overbeck (1789-1869)
fonte: Wikimedia Commons
"Ogni vera opera d'arte nasce in un momento sacro, spesso inconsciamente da un forte impulso del cuore."
Queste parole del pittore tedesco Caspar David Friedrich possono servire molto bene per comprende meglio alcuni aspetti del famoso quadro "Italia e Germania" del suo contemporaneo Friedrich Overbeck. È nato sicuramente da un "forte impulso del cuore" e molto di quello che ci può dire è scaturito dall'inconscio dell'artista.

Friedrich Overbeck in Italia:

All'inizio dell'800 Overbeck faceva parte della cosiddetta "deutschen Künstlerkolonie" (un gruppo di artisti tedeschi) a Roma, nella quale formò, con altri, che la pensavano come lui, il gruppo dei "Nazareni", che rappresentò, in un certo senso, "l'ala radicale" di quel gruppo di artisti tedeschi. Quello che gli artisti tedeschi cercavano in Italia era l'ispirazione che davano i paesaggi e la vicinanza all'arte dell'antichità e del rinascimento. Tra i motivi che li portarono in Italia c'era anche una "romantische Sehnsucht", cioè una nostalgia dell'ignoto, comune a tutti gli spiriti romantici dell'epoca.
Ma Overbeck è andato in Italia non solo per questo, lui e gli altri Nazarener cercarono in Italia anche un'esperienza mistico-religiosa. Il suo soggiorno a Roma, dove rimase per 59 anni, fino alla morte, fu anche una specie di fuga nel passato, verso l'epoca dell'impero medievale, quando c'era ancora una fede e una chiesa, in un mondo per lui ancora sano. Cercò un ideale che non trovava più nella vita della Germania dell'800 caratterizzata dall'inizio della rivoluzione industriale e dal crescente materialismo. Era convinto che il suo secolo avesse corrotto l'originaria purezza dell'arte cristiana. I Nazareni, ai quali appartenevano anche artisti come Peter von Cornelius, Friedrich Wilhelm Schadow e Philipp Veit, condussero una vita ascetica, quasi come i monaci: rifiutavano l'arte dell'antichità perché pagano, il rinascimento perché falso e promuovevano artisti come il Perugino e il primo Raffaello. La religiosità popolare che Overbeck trovò in Italia lo entusiasmò. Egli, nato e cresciuto nella Lubecca protestante, divenne un cattolico fanatico, che auspicava addirittura la reintroduzione dell'inquisizione e la punizione pubblica degli eretici pagani. Per circa vent'anni Overbeck faceva parte dei pittori più noti in Germania, ma il crescente realismo fece sì che, un po' alla volta, i nazareni furono dimenticati.

Cosa voleva esprimere Overbeck con questo quadro?

Ciò che colpisce subito, è la composizione armonica del quadro, la simmetria: a sinistra l'Italia con i capelli scuri, dietro di lei un paesaggio tipicamente italiano con una chiesa in stile romanico. A destra la bionda Germania con un paesaggio cittadino tedesco in cui spicca una chiesa gotica. Il bordo giallo-oro del vestito dell'Italia rimanda al sole del sud, il vestito bordato di pelliccia della Germania ricorda gli inverni freddi del nord. Lo stile pittorico è soffice, simile a quello di certi quadri di Leonardo da Vinci e di altri pittori italiani del rinascimento:

links: la testa della Madonna in un quadro di Friedrich Wilhelm Schadow (1818),
rechts: una madonna dipinta da Raffaello Sanzio, (1505)
Il rapporto amichevole delle due donne emana tranquillità e calore, è certamente un simbolo per la desiderata sintesi di nord e sud, di arte antica tedesca e quella del prima rinascimento italiano, di Dürer e Botticelli. Da notare sono i colori del vestito dell'Italia (rosso-bianco-blu), che sono i colori tipici delle rappresentazioni medievali della Madonna, e l'inclinazione della testa, un motivo che si può osservare proprio così in decine di altri ritratti della Madonna. È un quadro profondamente romantico che ancora oggi esercita un certo fascino. La prima reazione di molti osservatori era, e lo è ancora oggi: "Che bello...". Mentre per altri - almeno oggi - il confine al Kitsch è pericolosamente vicino.
La rivista 'ArteDossier'

Ma il quadro dice anche altre cose...

...e questo forse non in modo intenzionale. In realtà, il quadro non è così armonico e equilibrato come sembra a prima vista. La chiesa tedesca in stile gotico a destra è più luminosa e si erige più alto in cielo rispetto alla piccola chiesa italiana a sinistra che sembra quasi accovacciata in una valletta. Dietro la Germania si vede il muro di una casa (o di una rovina) che chiude il quadro a destra. Questo è senz'altro un mezzo pittorico usato in molti altri quadri, ma qui conferisce comunque alla Germania un accento più forte.

Di solito si attribuisce ai popoli meridionali un temperamento aperto e vivace, ai popoli del nord invece un carattere più chiuso e riservato. Qui sembra l'opposto: la Germania è indubbiamente più attiva, ha preso la mano di Italia, si inclina verso di lei, sembra che le dica qualcosa. In confronto l'Italia è più passiva. Ritira, in maniera quasi timida, la mano sinistra, come se non volesse lasciare a Germania anche la seconda mano. Il suo sguardo è rivolto verso il basso, mentre Germania guarda in lontananza, oltre il quadro, verso il mondo. Italia ha invece un aspetto introverso, quasi indifeso. Sembra che la Germania dovesse consolare l'Italia.

L'Italia era il paese dei sogni per Overbeck, ma...:

L'Italia era l'oggetto dei sogni di Overbeck. L'Italia del quadro è spirituale e idealizzata (=Madonna), la Germania invece reale e terreno: i colori del suo vestito - verde e marrone -  sono i colori della natura. La comunicazione tra i due è unilaterale, si ha quasi l'impressione che Germania sia un po' invadente. Nonostante la trasformazione dell'Italia in "Madonna" la Germania è dominante nel quadro. Il motto di Overbeck era: l'essenza dell'Italia deve guarire il mondo (anche se aveva un'idea tutta sua dell' "essenza dell'Italia"). Nonostante ciò, non è riuscito in questo quadro di non fa emergere l'idea molto radicata della missione universale della Germania (pur nella forma dell'impero medievale).

L'arte, la bellezza e la religiosità erano, per Overbeck le caratteristiche più importanti dell'Italia, la Germania invece rappresentava la forza, la lungimiranza, il potere. I classici principi maschili e feminili. Questo si vede chiaramente anche in altri due quadri di Philipp Veith, anch'esso parte del gruppo dei Nazareni:

Due acquerelli di Philipp Veith (1834):

Italia e Germania, di Philipp Veit
a sinistra: "Italia", a destra: "Germania", due acquerelli di Philipp Veit del 1834
fonte: Wikimedia Commons
Anche questi due acquerelli di Philipp Veit (1793-1877), un altro pittore tedesco che faceva parte del gruppo dei nazareni, rappresentano "Italia" (a sinistra) e "Germania" (a destra). Si notino anche qui i simboli: l'Italia con i tipici paesaggi italiani e il simbolo della religione e dall'altra parte la Germania con spada, corona e i simboli del potere imperiale del medioevo. Ma quello che colpisce di più nei due acquerelli è la massiccia quercia tedesca dietro la Germania e il sottile alberello dietro l'Italia. Domanda: chi comanda tra i due?
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