Germania - società, politica, economia

Le elezioni politiche del 2017:
Merkel contro Schulz

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Angela Merkel (CDU)  Martin Schulz (SPD)
I due candidati del 2017 per il cancellierato: Angela Merkel (CDU) e Martin Schulz (SPD)
foto: Alexander Kurz / Mark Nayman

Il risultato delle elezioni:

partito %
2017
%
2013
differenza
2017 - 2013
CDU / CSU 32,9 41,5 -8,6
SPD 20,5 25,7 -5,2
AfD 12,6 4,7 +7,9
FDP 10,7 4,7 +6,0
Linke 9,2 8,6 +0,6
Grüne 8,9 8,4 +0,5
Altri partiti 5,0 6,2 -1,2
Affluenza 76,2 71,5 +4,7

I seggi in parlamento:

Dato che il 5% dei voti validi è andato a partiti che non sono riusciti a superare la quota di sbarramento del 5%, e ad alcune altre particolarità del sistema elettorale della Germania, la distribuzione dei seggi nel parlamento non corrisponde esattamente alle percentuali ottenute (riportate sopra).

partito seggi
CDU / CSU 246
SPD 153
AfD 94
FDP 80
Linke 69
Grüne 67
totale 709
maggioranza 355

Chi vince, chi perde:

CDU/CSU

In queste elezioni il partito di Angela Merkel ha subito una enorme perdita di voti (-8,6%) e registra il peggior risultato da 70 anni. È comunque rimasto il partito più forte e Angela Merkel sarà sicuramente il capo del prossimo governo, ma le condizioni per governare sono diventate molto più complicate. Oltre ai probabili partner del nuovo governo, la FDP (partito liberale) e i Grünen (Verdi), ci penserà soprattutto la CSU, l'ala bavarese del partito che, nella sua regione, ha perso ancora di più: -10,8%, e attribuisce questo salasso di voti soprattutto alla politica "troppo socialdemocartica" di Angela Merkel, specie nella questione dei migranti. Per lo stesso motivo la CDU ha perso parecchi voti verso la AfD (circa 1 milione). Ma soprattutto ha perso verso la FDP (circa 1,5 milioni), in questo caso però per altri motivi (vedi la voce FDP).

SPD

Anche la SPD ha ottenuto il peggior risultato del dopoguerra, perdendo il 5,2% rispetto alle elezioni precedenti. Ma per Martin Schulz, il nuovo presidente del partito, eletto appena 6 mesi fa, sarà più semplice digerire questa botta, perché nei prossimi quattro anni vuole essere il più importante partito di opposizione in parlamento, e da questa posizione non sarà più costretto a fare compromessi con la CDU/CSU. Infatti, la SPD ha perso voti soprattutto verso sinistra, cioè verso i Verdi e verso il partito  Linke (insieme circa 1,2 milioni di voti) che fa capire che il partito è stato punito per essere troppo accondiscendete nei confronti della CDU/CSU di Angela Merkel. Ma una parte dell'elettorato della SPD si è dimostrata sensibile anche alla propaganda della AfD, anche se l'emorragia di voti in questa direzione è stata meno accentuata rispetto alla CDU/CSU. Trovare una linea e un'azione politica coerente e convincente non sarà facile per la SPD.

FDP

Fin dal dopoguerra, cioè da quando esiste, la FDP è stato un partito aperto a coalizzarsi con la CDU/CSU (con eccezione del periodo 1969-1982 quando è stato al governo con la SPD). E visto che i loro risultati elettorali si muovevano sempre tra il 5 e il 10%, cioè poco sopra la quota di sbarramento del 5%, la sopravivenza del partito è stata più volte garantita dai cosiddetti "Leihstimmen" (voti in prestito), cioè da elettori della CDU/CSU che, per garantire un partner di coalizione per il loro partito, hanno "prestato il voto" alla FDP. Così anche questa volta: nelle elezioni politiche del 2013 la FDP è andata, per la prima volta nella sua storia, sotto il 5% e adesso, nel 2017, ha ottenuto ben 1,5 milioni di voti dalla CDU/CSU per risollevarsi a un buon 10,7% - e garantirsi un posto nel prossimo governo.

Grüne

I Verdi hanno guadagnato lo 0,5%, per lo più rosicchiando voti dalla SPD. Ma è significativo che sono il partito che ha perso meno voti di tutti gli altri verso la AfD. Evidentemente hanno un elettorato abbastanza stabile. Se entrano nel prossimo governo dovranno battersi soprattutto contro la FDP e la CSU - che non sarà facile.

Linke

Nonostante questo partito di sinistra abbia guadagnato lo 0,6%, il risultato è vissuto da loro come un piccolo shock, per vari motivi: soprattutto perché non sono riusciti, come pensavano, a convertire il malcontento di una parte della popolazione in voti per il proprio partito. Anzi hanno ceduto circa 400.000 voti verso la AfD, un partito di estrema destra. Questo conferma il fatto che una parte non indifferente dei loro elettori sono "Protestwähler", cioè elettori che votano contro e non a favore di qualcosa: un elettorato molto instabile che cambia facilmente partito. Hanno perso soprattutto nelle regioni dell'est dove, negli anni scorsi, erano di solito il secondo partito, in Turingia addirittura il primo. Hanno guadagnato invece all'ovest, ma questo cambia la composizione e la struttura del partito e le tensioni interne si stanno già evidenziando. Resta da vedere se le tendenze verso una sinistra più spinta si rafforzeranno o no.

AfD

Il risultato della AfD è stato quello che ha suscitato più clamore, anche all'estero: con un +7,9% hanno fatto un balzo dal 4,7% del 2013 (rimanendo fuori dal parlamento per lo sbarramento del 5%) al 12,6% del 2017, entrando nel Bundestag con ben 94 deputati.

Il partito, fondato nel 2013, è stato all'inizio un partito spiccatamente anti-Euro (e lo è ancora oggi). Ma poi, con il problema dei migranti che arrivavano in massa in Germania, è diventato un partito radicalmente anti-immigranti e anti-Islam, attirando sempre di più anche attivisti di partiti e movimenti dell'estrema destra.

In realtà, anche loro si aspettavano un risultato ancora migliore (qualcuno parlava del 20%) e appena un giorno dopo le elezioni il partito si è già spaccato: alcuni degli esponenti più in vista (tra l'altro anche una dei due segretari del partito) hanno lasciato la AfD, per opinioni diverse sul "grado di radicalità" della loro politica. Per questo è molto difficile prevedere come si comporteranno in parlamento.

La AfD ha guadagnato voti sopratutto dalla CDU/CSU, ma in quantità non indifferenti anche dalla Linke e dalla SPD. La cosa paradossale è che, pur essendo un partito soprattutto anti-immigranti, hanno ottenuto i migliori risultati nelle regione dell'est, là dove il numero di migranti e di profughi è più basso. Cosa che indica un alto grado di "irrazionalità" in chi vota la AfD. Anche il loro elettorato consiste in gran parte da persone che protestano contro qualcosa, che domani possono anche cambiare voto.

Il nuovo governo:

Al momento (1 novembre 2017) non c'è ancora nessun nuovo governo. In base alla distribuzione dei seggi in parlamento e visto che nessuno degli altri partiti rappresentati nel parlamento vuole fare una coalizione con la AfD, ci sarebbero solo due governi numericamente possibili: o una continuazione della Große Koalition (grande coalizione) tra i due maggiori partiti (CDU/CSU e SPD) oppure una coalizione tra CDU/CSU, FDP e Grüne, cioè la cosiddetta Jamaika-Koalition (coalizione Giamaica), chiamata così per i colori dei tre partiti: nero (CDU/CSU), giallo (FDP) e verde (Grüne).

Ma Martin Schulz (SPD) ha detto chiaramente che il suo partito non vuole continuare la "Große Koalition" con la CDU/CSU, e così rimane solo la "Jamaika-Koalition". Una tale coalizione esiste già in una regione (Schleswig-Holstein), ma a livello nazionale le cose sono ben più complicate, sopratutto perché nel parlamento di Berlino c'è anche la CSU (più a destra rispetto alla CDU) che vede i Verdi come fumo negli occhi. Le trattative per la formazione del nuovo governo saranno molto difficili.
Per saperne di più:
www.bundesregierung.de
(sito ufficiale del governo della Germania, in lingua tedesca, inglese e francese)

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Gian Enrico Rusconi: Berlino. La reinvenzione della Germania
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